Calazio o orzaiolo? Ecco le differenze

Calazio e orzaiolo sono 2 fastidiosi disturbi dell’occhio, entrambi piuttosto comuni.
Anche se l’inesperienza può portare a confonderli, si tratta, in realtà, di 2 affezioni distinte. Saperli distinguere è importante. La ragione è semplice: vanno curati in modo diverso. Se quindi davanti a un occhio infiammato la domanda è: calazio o orzaiolo? Ecco le differenze che permettono di riconoscerli.

Calazio

Il calazio origina da un’ostruzione cronica del dotto escretore della ghiandola di Meibonio.
A cosa serve questa ghiandola? Ebbene, per mantenersi idratato, l’occhio ha bisogno di essere umettato in modo costante da un film lacrimale. Questo è formato da una parte acquosa e una lipidica: la ghiandola di Meibonio, o meglio, le ghiandole di Meibonio, dato che sono circa 50, provvedono appunto a secernere la componente lipidica.
Se però uno o più dei dotti escretori si ostruiscono, si forma una cisti, visibile come un rigonfiamento arrossato sul bordo della palpebra o nel suo lato interno. Possono essere colpite sia la palpebra superiore che quella inferiore.
Il calazio non è doloroso e l’infiammazione non è acuta ma cronica.

Orzaiolo

L’orzaiolo viceversa è un’infiammazione acuta, di solito dolorosa e con formazione di pus.
L’arrossamento è più marcato ed esteso che nel calazio, e talvolta è accompagnato da lacrimazione e fotofobia (qui una spiegazione esaustiva sull’orzaiolo).
L’orzaiolo spesso ha origine batterica. Non di rado si associa a blefarite, ossia l’infiammazione dell’intera palpebra. Colpisce la ghiandola di Meibonio oppure, più spesso, la ghiandola di Zeis (che è un’altra ghiandola sebacea). Nel primo caso è interno alla palpebra, nel secondo si manifesta all’esterno.
Quando appare all’interno occorre monitorarlo con attenzione, perché è più facile che l’infezione si estenda, oppure che cronicizzi.

Sia calazio che orzaiolo richiedono un’igiene scrupolosa. In particolare, occorre evitare di toccare la parte infiammata con mani poco pulite.

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